18 febbraio 2007

Diario di "cla" in Bolivia - santa Cruz della desolazione

desolazione.
Sono le diciannove e trenta di un sabato sera nel centro di quesat citta'
ho fatto un giro alla ricerca di una libreria, ho praticamente terminato di leggere tutti i libri che mi ero portato dall'Italia e che non riportero' a casa, li lascio da qualche parte, come si dice Book-crossing? Mi hanno detto che lacune librerie vendono testi stranieri, ma sono tutte chiuse, mi sono immaginato la bolgia delle Feltrinelli in Italia alle sette di sera.
Il centro si e' svuotato pensavo ci fossero feste per il carnevale, invece no si fanno d aun altra parte, ma data la pioggia non s'e' fatto piu' nulla.

I ristoranrti sono semivuoti, i marciepiedi si sono popolati di senzatetto, preparano i loro giacigli sotto i porticati riparati alla meglio dalla pioggia, sono quasi tutti indigeni, uomini donne, qualche ragazzo, meno che in altre citta' del sud-America.

Accanto a me ci sono due bambini nemmeno quindici anni in due, stanno giocando con il computer, una moto che corre per le vie di una citta' moderna piena di grattacieli strade larghe, inutile dire che sono bravissimi, corrono corrono raccolgono punti bonus ...

Ciao Santa Cruz de la desolacion domani vado via

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