04 dicembre 2006

Liuba e Sasha
















foto da epolisroma

Quante volte l'abbiamo sentita questa frase "i zingari tutti al rogo!!"
spesso, l'abbiamo sentita tante, troppe, volte. E adesso qualcuno sarà contento, due ragazzi rom di sedici e diciassette anni morti carbonizzati nel container dove abitavano nel campo di Villa Gordiani.
Un container non è una casa mettiamocelo in testa, se lo mettano in testa anche gli assessori, i presidenti di municipio, il sindaco, il prefetto e via di seguito, un container è una sistemazione di fortuna, si usano in caso di emergenza, di calamità naturale, per i nomadi no è una soluzione ottimale. Perchè? semplice i nomadi vivono in eterna emergenza, sono un emergenza e sull'emergenza si sa si costruice un'economia.
associazioni, gruppi assistenziali ecc ecc laici e cattolici, si finanziano progetti, si realizzano campi di sosta, SOSTAAA!!!
ma quale sosta? qui si parla di ragazzi nati e cresciuti in Italia che una volta compiuti i diciotto anni divengono clandestini.
ecco cosa riporta il quotidiano Epolis

«I ragazzi
che vivono qui sono nati tutti in
Italia - spiega Piero Frontoni,
assessore al VI° municipio - nonostante
questo, non hanno la
cittadinanza italiana. Al compimento
del 18esimo anno, una
volta maggiorenni, diventano
clandestini e, se non percepiscono
almeno 8mila euro di
reddito l’anno, non possono ottenere
il permesso di soggiorno
». Non poteva ottenerlo neppure
Sasha, la vittima, la cui vita
si è fermata a 16 anni, che di
euro ne guadagnava soltanto
6mila, facendo il custode nel vicino
campo di calcio del S.Lorenzo,
quello dove si allenava la
Cisco Roma agli esordi. Uno dei
pochi che aveva tentato di sfuggire
al destino del campo.

e se vogliamo cercare responsabilità politiche le troviamo eccome sia a destra che a "sinistra"
sempre da Epolisroma:

Quello di ieri
non è stato il primo rogo nel
campo di via dei Gordiani. Un
altro incendio l’aveva colpito
nel 2003 quando ancora c’e ra -
no le baracche e le vecchie roulotte:
fortunatamente scoppiò
di pomeriggio e non fece vittime.
Uno scherzo del destino per
il campo per il quale, pochi anni
prima, era pronto un progetto
per la realizzazione di un villaggio.
Con piccole case che si affacciavano
su un cortile interno,
diviso in settori con il nome
degli elementi: il sole, il vento.
Il Coordinamento che sosteneva
il progetto dell’allora assessore
regionale, Salvatore Bonadonna,
denunciò l’os truzionismo
di Rutelli, sindaco di Roma
a quei tempi fino a che la nuova
giunta Storace affossò l’esperimento.
Oggi la situazione è un
po’ più dignitosa anche se il ministro
dell’Interno, Giuliano
Amato, quando visitò il campo
lo scorso 15 agosto, lo definì la
tappa più difficile del tradizionale
giro di Ferragosto. Parlò
del problema degli apolidi. Un
ragazzo si fece avanti, denunciò
il suo caso. Tanta audacia costò
cara al ragazzo che pochi giorni
dopo fu prelevato come clandestino,
rinchiuso nel Cpt di Ponte
Galeria e liberato solo dopo
gli appelli di istituzioni, associazioni,
del sindaco Veltroni e
dello stesso Amato.

una tappa difficile nel ferragosto romano per il ministro che ancora non ha chiuso neppure un CPT.

Sasha e Liuba si erano sposati da poco, c'era stata una gran festa al campo, non li conoscevo ma avrei potuto conoscerli perchè due miei amici, Cristian e Silvio, frequentano quel campo portando aiuto concreto a quella gente, mi avevano parlato di quel matrimonio dove mancava un fotografo, se l'avessi saauto sarei andato e avrei adesso le loro foto, come quelle di Miguel il ragazzo del Mojoca, che ho conosciuto durante il mio viaggio in Guatemala, ucciso da uno squadrone della morte nelle strade di Città del Guatemala.

Forse meglio così meglio per me non averli conosciuti

Spero che qualcuno la mattina mentre stringe il nodo alla cravatta senta il peso di quel nodo che sia stretto come un macigno in modo da fargli pensare alla sua politica dell'indifferenza che ha segnato il suo mandato da sindaco di questa città

Addio Sasha e Liuba

non rileggo e pubblico

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