19 agosto 2006

Ma sono millepapaverirossi


Ma sono millepapaverirossi
Originally uploaded by millepapaverirossi.
dagli amici e compagni di Angelo ricevo:

Lettera aperta al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano


Giorgietto Napolitano, così La chiamava Angelo Frammartino inviando agli amici via e-mail il Suo discorso di insediamento, felice che un uomo con il Suo passato fosse diventato la più alta carica istituzionale della Repubblica Italiana.
Non ci permettiamo la stessa confidenza, Signor Presidente, per esprimerLe oggi la nostra profonda delusione di cittadini per la sua “rumorosa assenza” al funerale del nostro amato Angelo.
Avrà saputo, seguendo dai giornali e da tutti gli eventi mediatici di questi giorni, chi era Angelo, qual’era il lavoro che stava svolgendo nel progetto di cooperazione a Gerusalemme.
Avrà certamente saputo del suo straordinario impegno quotidiano nelle tante attività sociali, culturali e politiche che svolgeva nel nostro territorio, alla cui base c’era una tensione particolare allo sviluppo dell’idea di pace e, ancor più forte, al tema della non-violenza.
Angelo era ed è la concreta speranza dell’intera comunità e del suo futuro.
Angelo incarna perfettamente quegli ideali per i quali tante generazioni passate hanno lottato e dato la vita, a loro volta, per realizzare una società migliore.
Ma è anche di più. Angelo era un ragazzo di 24 anni, studente appassionato, curioso, critico, capace di “rileggere” la storia, sentirne gli errori-orrori, proponendo nuove risposte.

“Ripensando la Resistenza, guardiamola in profondità, dove la storiografia ha visitato poco, quei partigiani silenziosi, senza gloria, quelli come Pavese che rapirono vite con orrore, timore, inadeguatezza, e quella Resistenza cattolica senza armi, ed altre ombre lucenti…
Ed oggi?
Il fatal binomio guerra-terrorismo sembra ineluttabile.
Sarebbe ottimo liberarsi dell’idea che ci sia giustificazione all’orrore se è prodotto in risposta ad altro subìto in precedenza.
Sarebbe bello sposare la pratica non violenta nell’affronto di ogni problematica e la pace come stadio al quale tendere.
Fare l’amore con la NON-VIOLENZA per partorire la pace dal grembo della società.”

Questo scriveva Angelo pochi mesi fa.
Per tutto questo, per essere in grado di “partorire la pace dal grembo della società” , Le scriviamo Presidente, che sarebbe stato bello averLa qui, cittadino tra i cittadini.
Perché Angelo-ragazzo era un vero operatore di pace, a cui un Paese DEVE RENDERE OMAGGIO attraverso le sue più alte cariche, con la forza dei suoi simboli.
Se i simboli testimoniano le scelte di un Paese, un simbolo è mancato, il Suo, quello che avrebbe parlato a tutti, spiegando, evocando, veicolando uno dei valori più nobili che oggi nessuno può evitare di scegliere: LA PACE!


Monterotondo, lì 16 Agosto 2006
I cittadini di Monterotondo

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